L'Ing. Paolo Manzoni, docente del team di Beamat - consulente e formatore in ambito Project Management - ci parla, attraverso i microfoni di LIVE SOCIAL - RADIO ROMA CAPITALE, del Project Management come disciplina e competenza trasversale. Quali conoscenze e competenze devono avere i manager quando assumono il ruolo di “agenti del cambiamento” o meglio di Project Manager? Dal punto di vista della formazione, quali sono i punti vincenti per sviluppare sia conoscenze e sia competenze? Scopriamolo insieme al nostro esperto della materia! L'Ing. Paolo Manzoni svolge attività di insegnamento e consulenza in ambito Project Management in diversi settori in cui operano le imprese, supportando i manager e le organizzazioni a conseguire i risultati dei progetti sia in termini di contenuti tecnici, sia nei tempi definiti e con le risorse stabilite.
In queste puntate stiamo approfondendo quella che è la realtà di Beamat e oggi ho il piacere, oltre che l'onore, di ospitare, anche se a distanza, l'Ing. Paolo Manzoni, consulente aziendale nonché docente nell’ambito del Project Management e nella gestione dei progetti, per riprendere il discorso sul Project Management, ma da una prospettiva un po' diversa, parlandone come competenza trasversale e andando ad approfondire i diversi aspetti.
Il primo punto che vorrei approfondire è che oggi le imprese si pongono delle sfide. Quali sfide si trovano ad affrontare e quali impatti si hanno a livello di Project Management?
Effettivamente, negli ultimi tre anni le imprese si sono trovate ad affrontare dei cambiamenti epocali, in cui forse hanno vissuto proprio l'incertezza del futuro. Siamo passati dalla pandemia alla crisi negli approvvigionamenti, a una guerra, a fonti energetiche e a costi dell'energia che crescono sempre di più, sino ad arrivare oggi addirittura alla siccità, che mette a dura prova le aziende e tutti i vari settori. La conseguenza di questo è che le imprese si trovano a dover affrontare il cambiamento, quindi, essere veloci nel cambiare, e quando c'è un cambiamento non si può parlare che di progetti. Questo perché un progetto, in realtà, pone degli obiettivi ed è finalizzato a cambiare una situazione attuale. Quindi, non possiamo che parlare di manager che sono e stanno diventando sempre di più i protagonisti del cambiamento. Pertanto, per cambiare bisogna gestire dei progetti.
Quali sono le conoscenze e le competenze che devono avere i manager quando assumono il ruolo di agenti del cambiamento? Analizziamo anche questo termine.
Intanto, essere agenti del cambiamento vuol dire, sostanzialmente, passare da un ruolo di manager che gestiscono lo status quo, quindi, in realtà, non è che aggiungono così valore all’impresa, a un ruolo proprio di traghettare l’impresa durante il cambiamento e ad adattarsi a un contesto che muta continuamente. Ecco, in questo ambito le conoscenze che i project manager devono avere sono quelle di definire degli obiettivi chiari da raggiungere, definire il percorso per poter raggiungere questi obiettivi, saper comunicare con tutti gli interlocutori che fanno parte dell’indotto del progetto con cui si devono condividere le finalità, risolvere i problemi e apprendere, soprattutto, dalle esperienze vissute. Questo porta a creare anche una sorta di conoscenza all'interno dell'impresa. Poi abbiamo le competenze, cioè la capacità di mettere in pratica le conoscenze, e questo forse è l'elemento più importante, vale a dire essere flessibili nel cambiare le best-practice dell'azienda, essere veloci nell'adattarsi a un contesto diverso e saper ritagliare come un sarto le proprie soluzioni manageriali e di gestione sulle esigenze specifiche e proprio sul cambiamento e la continua trasformazione che l’impresa sta vivendo. Quindi, se vogliamo fare un po’ un parallelo con il gioco del Lego, diciamo che, mentre le conoscenze sono i nostri mattoncini, le competenze sono le diverse realizzazioni e le diverse figure che noi riusciamo a realizzare con i nostri mattoncini. Ecco, il project manager deve essere in grado di fare ciò.
Hai utilizzato un termine molto interessante, “cucire”, perché, ovviamente, dipende dagli obiettivi delle aziende. Quindi, cucire su misura come se fosse un abito, e questo per i più giovani che ci seguono potrebbe essere una metafora molto efficace, secondo me. Dal punto di vista della formazione, perché chiaramente la realtà di Beamat è fatta molto anche di questo, quali sono i punti vincenti per sviluppare entrambe, quindi sia le competenze che le conoscenze?
Per affrontare questo tema dobbiamo vedere anche cosa sta avvenendo nell'ambito del Project Management. In realtà, le conoscenze nell’ambito del Project Management si dividono in due ambiti, il Project Management tradizionale o, diciamo, predittivo e l'Agile Project Management, che invece è una sorta di Project Management adattivo, ovvero si adatta al cambiamento dell'impresa. Oggi questi due ambiti di conoscenze si stanno fondendo, prendendo i punti di forza di entrambi, in quello che viene chiamato l’Hybrid Project Management che, sostanzialmente, non è altro che prendere i diversi elementi e combinarli fra di loro. Anche nel mondo della formazione si sta passando da un concetto di conoscenze a un concetto di competenze, e qui richiamo proprio la figura del sarto, dunque la capacità di ritagliare il vestito su misura, perché, purtroppo, il vestito per tutte le stagioni non c'è più. Quindi, anche la formazione deve passare da un qualcosa che trasferisce gli elementi tecnici a un qualcosa che permetta ai manager di adattare, capire e comprendere come mettere insieme i diversi pezzi e poterli quindi riutilizzare per l'impresa. Pertanto, possiamo dire che dalla formazione tradizionale andiamo proprio verso un addestramento, che nell'ambito dei colletti blu, di solito, è l'addestramento a imparare a fare, ma può essere portato anche nell'ambito dei colletti bianchi, pertanto, imparare a mettere in pratica e, quindi, avere le competenze per potersi adattare e sopravvivere.
Adattamento, sopravvivenza, mi sembra di ritrovare qualche termine darwiniano, anche se lui non parlava di progresso tecnologico, però direi che a livello sociale ci siamo.
Ingegnere, io ti ringrazio molto per aver partecipato al nostro spazio, perché chiaramente l’informazione è fondamentale e, proprio a proposito del fatto che internet oggi ci fornisce forse a volte anche troppo, perché l’utente è diventato quasi produtente, è attivo e non più passivo come una volta, è importante aver dato il proprio contributo per fare chiarezza e sfatare anche dei miti. E’ stato veramente un piacere per me e spero che verrai a trovarci anche nei nostri studi.
Grazie Giulia.
Ricordiamo tutti i contatti della realtà Beamat: 351.6209520 il telefono mobile, altrimenti c’è il fisso 06.92929375; il sito web www.beamat.com, Facebook Beamat srl, Instagram Beamat_srl e il canale YouTube Beamat srl, che non potete assolutamente perdere e al quale vi invitiamo a iscrivervi e dove potrete visionare il video dell’intervista, cliccando direttamente su questo link https://www.youtube.com/watch?v=uWXWN-vinHo&t=121s
Per chi fosse interessato, invitiamo anche a visionare le seguenti pagine dei Corsi Beamat tenuti dall’Ing. Paolo Manzoni:
Corso Project Management – Livello Base: https://beamat.com/it/beamat-corsi-detail?coid=197
Corso Project Management – Innovation Manager: https://beamat.com/it/beamat-corsi-detail?coid=1










